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venerdì 11 novembre 2011

Smashing Pumpkins: 20 anni fa usciva 'Gish', il loro disco d'esordio

BUONA MUSICA (ANNIVERSARI)

Undici perle da ascoltare e riascoltare anche oggi.

Smashing Pumpkins-Gish
1991
Hut Records


Gish è il primo lavoro degli Smashing Pumpkins. L'album uscì esattamente il 28 maggio 1991 e fu registrato sotto la supervisione di Butch Vig, lo stesso produttore di Nevermind, celebre disco dei Nirvana, che tra l'altro fu pubblicato il 24 settembre di quello stesso anno. Il titolo del lavoro deriva da Lilian Gish, regina del cinema muto, che Billy Corgan aveva sentito nominare spesso da sua nonna; l'attrice infatti passò in treno dinanzi al paesino in cui viveva l'antenata del frontman degli Smashing Pumpkins, il quale in un'intervista dichiarò che si era trattato di un evento eccezionale, poiché «la nonna viveva in mezzo al niente».

Il cd d'esordio delle Zucche anticipa già in buona parte quello che si sarebbe ascoltato negli anni successivi soprattutto con Siamese Dream e Mellon Collie and the Infinite Sadness, rispettivamente secondo e quarto album in studio della band di Chicago. Undici tracce (Dieci più una ghost track) segnano il percorso che di lì a poco avrebbero intrapreso gli Smashing Pumpkins. Il loro rock è farcito di psichedelia e di grunge e contribuisce a creare il sound di Gish. "I am one" è un inizio dirompente col quale i Pumpkins fanno intendere che non hanno nessuna intenzione di scherzare. Se fosse necessario ribadire il concetto, subito dopo c'è "Siva", brano in cui le dinamiche fortissimo-pianissimo alternate non disorientano l'ascoltatore e al contrario lo esaltano; gli assoli di Billy Corgan poi in questo pezzo sono sontuosi. "Rhinoceros" è un altro brano di pregevole fattura che dagli arpeggi orientaleggianti si spinge pian piano verso un rock vigoroso e ben sostenuto, mentre la quarta traccia "Bury me" funge da sfogo complementare, ma necessario in questo momento dell'album. Da suadenti ballate come "Crush" e "Suffer" si giunge a "Snail", pezzo che fa da preludio ai nuovi sussulti rock di "Tristessa". "Windowpaine" traspone un intenzione ancora poco espressa di alcuni momenti trasognati dei successivi album dei Pumpkins, a differenza di "Daydream", brano in cui si apprezza la voce incisiva della bassista D'Arcy, che in futuro canterà solo in un frammento contenuto in Mellon Collie and the Infinite Sadness. Siamo arrivati alla fine e dunque bisogna ascoltare "I'm going crazy", traccia delirante e divertente in cui Billy Corgan ci comunica appunto che «sta diventando pazzo». Gli Smashing Pumpkins da qui in poi cresceranno e si toglieranno tante soddisfazioni. Ne siamo certi.

Si possono aggiungere particolari sempre più minuziosi al fine di celebrare degnamente un artista, un album o un brano, ma alla lunga può diventare noioso. Se la musica è buona va ascoltata, punto e basta. Buon ascolto e buona musica a tutti!

SMASHING PUMPKINS - SIVA


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