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mercoledì 23 novembre 2011

"La crisi" dei Bluvertigo, traccia n. 41 di Tracce di vita

BUONA MUSICA (ANNIVERSARI)

BUONA MUSICA (RECENSIONI)


Premessa doverosa: "La crisi" dei Bluvertigo è il brano n. 41 di Tracce di vita, rubrica ideata da Bruno Barbonaglia, giovane scrittore vercellese con due romanzi all'attivo, Inseguendo una nuvola (Ennepilibri, 2007) e Capite cosa stiamo gridando? (Ennepilibri, 2010). Le Tracce di vita sono quei pezzi musicali ai quali siamo legati nel bene e/o nel male e sono quei brani che rievocano i ricordi descritti in tale contesto da me e da altri che hanno partecipato all'iniziativa.

Per saperne di più e per leggere le Tracce di vita già pubblicate o ancora da pubblicare andate su:


Di seguito invece potete leggere la mia traccia di vita pubblicata ieri: "La crisi" dei Bluvertigo.

Grazie a Bruno Barbonaglia per avermi reso partecipe della sua splendida iniziativa!

Buona musica a tutti (da vivere e da ascoltare)!


"La crisi" dei Bluvertigo

Solo batteria per una misura, poi comincia anche il basso, poi inizia il riff di chitarra inconfondibile e poi e poi e poi…

"La crisi" dei Bluvertigo rappresenta quasi un mondo per me. Nel '99, quando uscì, la ascoltai per la prima volta su Video Italia, mentre giocavo con il telecomando di Stream (pay-tv di quel periodo che mio padre decise di regalare a tutta la famiglia per seguire i film in prima visione e le partite di calcio). Il videoclip è sicuramente molto particolare, ma io rimasi colpito dal pezzo in sé. Rimasi folgorato dalla capacità di Morgan e soci di spiegare "La crisi" con quella musica e con quel testo. Dopo averla ascoltata, la feci diventare inconsapevolmente una traccia di vita, perché la fissai nella mia mente, ma la lasciai lì. Avevo 17 anni (sono dell'82) e in quel periodo ero devoto ai Litfiba e a Ligabue e poi suonavo la chitarra e cercavo di approfondire autonomamente superclassici tipo Jimi Hendrix, Led Zeppelin, Deep Purple, Pink Floyd e tanti altri ancora; inoltre le connessioni ad Internet erano ancora troppo lente e di conseguenza non scattava nell'individuo medio l'impulso di andare a cercare informazioni di vario genere come si fa adesso, nonostante il web nel 1999 fosse comunque governato da Napster (per chi non c'era o non ricorda: http://it.wikipedia.org/wiki/Napster).

La mia storia legata a "La crisi" riprende dal 2006, anno in cui mi sono posto tante domande sulla mia vita e sul mio futuro. In quel periodo le tracce apparentemente finite nel dimenticatoio riemergevano un po' alla volta. Mi ero trasferito a Milano già da qualche anno per motivi di studio e, con la connessione ADSL della casa in cui ero appena andato ad abitare, cercai molto semplicemente il brano su YouTube. Da quel momento non solo si è riaccesa la fiamma, ma, a differenza di quanto era accaduto dopo l'ascolto fuggevole e repentino del 1999, volevo capire perché mi ero innamorato di quel pezzo.

"La crisi" ha una dinamica crescente come quasi tutti i brani che mi piacciono sin dal primo ascolto. Il testo mi fa letteralmente impazzire, perché descrive il significato etimologico ed originario della parola crisi: κρίσις (krìsis) in greco antico significa "scelta" e se ci pensate ha la stessa radice di "critica", anch'essa parola legata alla "scelta" e soprattutto anch'essa parola che non va intesa necessariamente nella sua accezione negativa. Lo stesso discorso ovviamente vale per la "crisi": è un momento in cui si prende coscienza del fatto che «c'è qualcosa che non va» e si trasforma il tutto in un problema da analizzare e da risolvere. Lo dice anche Morgan quasi verso la fine:«Molto spesso una crisi è tutt'altro che folle, è un eccesso di lucidità».

Nel frattempo avevo abbandonato la chitarra sia per gli studi universitari e sia per mancanza di stimoli, ma prima di riscoprire "La crisi", avevo cominciato da qualche anno a prendere lezioni di canto; verso la metà di giugno del 2007 sono riuscito anch'io a cantare il pezzo con la mia insegnante e quindi anche per questo motivo ero riuscito a comprendere meglio il significato del testo. Dal punto di vista musicale non mi ha colpito solo la dinamica crescente, ma anche l'uso dell’elettronica, il riff inconfondibile di chitarra e il cambio di tonalità verso metà brano; per me tutti questi elementi rappresentano qualcosa di sublime e costituiscono un ulteriore modo per descrivere al meglio "La crisi". Dal 2008 ho cantato tale pezzo in più di un'occasione con più di un gruppo e mi sono emozionato tutte le volte che l'ho interpretato. Tra l'altro in queste situazioni, ma anche quando lo ascolto con il mio ipod, riproduco quasi sempre gli stessi gesti: accompagno con l'indice il colpo di rullante alla fine della prima misura, "imito" il movimento del bassista durante la seconda, e poi, quando parte quel riff che io adoro, mi emoziono dall'inizio alla fine del brano. In conclusione:«[...] Ogni volta che passa una crisi resta qualche traccia» sia in riferimento al significato del testo e sia in riferimento a tutte le volte che ascolto il pezzo…o almeno per me è così.

BLUVERTIGO - LA CRISI


1 commento:

  1. ... bel post... interessante... ad entrambi piace la bella musica... potremmo farci pubblicità a vicenda... anch'io ho un blog dove parlo di musica e notizie dal mondo della musica...
    http://lamusicasecondococchio.blogspot.com/
    ... potremmo farci pubblicità vicendevolmente...

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