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martedì 14 maggio 2013

Renzo Arbore: incontro a Milano con l'"altro" showman


Milano, 7 maggio, ore 18.40 (più o meno). Mondadori. Via Marghera 28. "Spazio Eventi" (secondo piano).

Qui fa il suo ingresso colui che ha rivoluzionato e innovato tutte (o quasi) le forme artistiche dell'intrattenimento nel nostro Paese. Un grande applauso accoglie Renzo Arbore. L'artista è a Milano per presentare il libro a lui dedicato dal titolo Renzo Arbore. Vita, opere e (soprattutto) miracoli (Rai Eri, 2013). Sono presenti all'incontro anche Silvia Annichiarico, Maurizio Nichetti e Gianni Garrucciu, quest'ultimo giornalista-scrittore, nonché autore del libro.

Renzo Arbore ha sempre fatto "altro". "Per questo motivo" - spiega Gianni Garrucciu - "i primi capitoli del libro si intitolano proprio L'Altra Radio, L'Altra Televisione ecc.". Nella seconda parte del lavoro, invece, si possono leggere le testimonianze di amici/artisti come Roberto Benigni, Nino Frassica e Gigi Proietti, di intellettuali come Tullio De Mauro e di altre personalità che descrivono in maniera personale l'artista pugliese; nella terza ed ultima sezione del libro è lo stesso showman che si confida idealmente con il lettore, ricordando le tappe fondamentali della sua carriera.

Torniamo però all'incontro. Quasi da subito si inizia a parlare del successo di Quelli della notte e di Indietro tutta!, due programmi davvero nuovi per la tv degli anni '80 e ancora attuali per la tv di oggi. Arbore li ricorda con il sorriso, con la sua consueta ironia e con queste parole: "Con 'Quelli della notte' ho vinto la sfida portando in tv 39 personaggi che facevano proprio lì il loro debutto (in tutto erano 41, compresi lui e Giorgio Bracardi, volti già noti al pubblico televisivo, ndr); con 'Indietro tutta!' vinsi invece 'la sfida nella sfida' facendo di fatto un 'ping-pong' con Nino Frassica per 65 sere consecutive in diretta. In entrambe le trasmissioni non c'erano copioni. Era tutto improvvisato, come in tutti i programmi che ho fatto...". Quelli della notte e Indietro tutta! furono esperienze di successo che il pubblico ricorda ancora oggi, perché, "pur non facendo un grande ascolto, avevano un alto indice di gradimento" sottolinea lo showman, da sempre in polemica con le leggi dell'Auditel che premiano appunto solo l'ascolto e non il gradimento.
Silvia Annichiarico ricorda che conosce Arbore dal 1969. Lei infatti faceva parte di quel pubblico che per la prima volta poteva porre liberamente le domande agli artisti o ai gruppi musicali ospiti di Speciale per voi, prima trasmissione televisiva condotta dall'artista foggiano. Poi per lei arrivarono le "conferme" di programmi come L'Altra Domenica, Quelli della notte ecc. ecc. ecc.
Proprio a proposito de L'Altra Domenica, Maurizio Nichetti ricorda un suo cartone animato andato in onda nel 1978 all'interno della celebre trasmissione: nel filmato si vedeva Papa Wojtyla che giocava a tennis contro Adriano Panatta e vinceva grazie all'aiuto dello Spirito Santo. "Era il Papa che giocava davvero a tennis e che sciava e i giornali ne parlavano perché si trattava di una novità assoluta, - dice Nichetti - ma noi fummo i primi a farlo vedere" e Renzo Arbore aggiunge: "A quei tempi il Papa non si poteva nemmeno nominare in un programma del genere...e pensare che oggi addirittura ce ne sono due!".

L'"altra" tv dello showman è stata importante anche per DOC, programma musicale di fine anni '80 che ospitò Joe Cocker, James Brown e anche tanti cantautori italiani dal compianto Enzo Jannacci a Francesco De Gregori.
"Signor Arbore...ma se oggi ci fosse ancora un programma come DOC quali ospiti inviterebbe?"
"Beh, mi vengono in mente Simone Cristicchi, Daniele Silvestri e sicuramente tanti altri che portano avanti un certo tipo di musica italiana, spesso definita in senso dispregiativo 'leggera' o 'commerciale'. Per me invece si tratta di musica popolare e di musica in quanto forma d'arte. E' questo il patrimonio che dobbiamo difendere...".

Bene. L'incontro termina qui. Che dire in conclusione? Renzo Arbore è un rivoluzionario gentile e un innovatore consapevole, perché ha sempre rispettato il pubblico...e ha sempre fatto "altro" perché è unico.

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