Pagine

venerdì 21 settembre 2012

Jaco Pastorius: 25 anni fa ci lasciava uno dei bassisti più rivoluzionari di tutti i tempi

BUONA MUSICA (ANNIVERSARI)


Con il basso riusciva a riprodurre contemporaneamente melodie, accordi ed effetti percussivi. Era un grande. Era Jaco Pastorius. Noto ai più per i suoi trascorsi nei Weather Report, Pastorius rivoluzionò il modo di suonare il basso e fornì nuove chiavi di lettura al jazz, al rock, al pop e al funky, divenendo più esattamente un'icona del genere fusion. Ho raccontato la sua storia poco fa in breve su Net1News e la trovate a questo link: http://musica.net1news.org/jaco-pastorius-25-anni-fa-moriva-bassista-diventato-leggenda.html

In NEWSLEOTTER voglio provare invece a descrivere umilmente la musica di Jaco Pastorius, prendendo in prestito alcune domande con relative risposte tratte da due mie interviste a due bassisti: Cristiano Parato e ad Antonio "Rigo" Righetti. Entrambe sono state pubblicate su SoundContest.com. Ho parlato con Cristiano Parato verso fine 2011 nel periodo in cui era uscito Riding Giants, disco nato dalla fortunata collaborazione con il batterista Mike Stern e con il chitarrista Dave Weckl; Antonio "Rigo" Righetti è conosciuto soprattutto per aver suonato con Ligabue e lo avevo intervistato nel maggio 2011, in occasione dell'uscita del suo libro Autoscatto in 4/4. Di seguito ripubblico le domande riguardo a Jaco Pastorius fatte ad entrambi con le relative risposte:

CRISTIANO PARATO SU JACO PASTORIUS

D: Ci sono bassisti solisti che consideri come punti di riferimento per la tua crescita musicale?
R: Io non nasco come bassista solista e quindi non ho mai studiato in quell'ottica. Diventare solista è stata una conseguenza della mia evoluzione come strumentista.

D: Pensando ad un bassista solista viene in mente senz'altro Jaco Pastorius. Uno come lui è stato influente nel tuo percorso artistico?
R: Continuo a reputare Pastorius il numero uno, ma semplicemente perché è stato il primo o comunque il più rappresentativo che sia riuscito a dare una nuova connotazione ad uno strumento che era considerato solo d'accompagnamento. Credo che ogni bassista sia figlio di Jaco Pastorius, anche se poi ognuno di noi cerca di creare un proprio stile, ma le basi si creano studiando la sua tecnica e la sua musica. Non dimentichiamo che era anche un ottimo musicista, compositore e arrangiatore. Quando sono stato a New York a casa di Mike Stern, mi ha raccontato che lui e Jaco erano molto amici e si trovavano a studiare gli standard di jazz sui dischi per ore e ore. Mi disse che era il più grande.

D: In ogni caso Pastorius non c'è più da oltre 24 anni (ricordo che l'intervista era del 2011, ndr) e dunque ti chiedo: secondo te da allora c'è stata un'evoluzione nell'approccio al basso o nel modo di suonarlo?
R: Indubbiamente ora il basso è uno strumento molto evoluto ed è molto presente in qualsiasi genere. Sono state sviluppate tantissime tecniche che a volte derivano da altri strumenti; io personalmente suono il basso a quattro, a cinque, a sei corde e anche il fretless e poi mi diverto veramente quando abbraccio un vecchio jazz bass, quattro corde ovviamente, con l'impostazione alla Jaco, e da suonare rigorosamente con le dita sul pick up al ponte.

L'intervista completa a Cristiano Parato la trovate qui: http://www.soundcontest.com/recensione.php?id=755


ANTONIO "RIGO" RIGHETTI SU JACO PASTORIUS

D: Come mai nel tuo libro parli soprattutto di cantautori o solisti e parli un po' meno dei bassisti, salvo quando accenni ad icone tipo Jaco Pastorius?
R: Sono innamorato perso delle canzoni, le trovo espressioni altissime e potenti di una volontà comunicativa precisa. Jaco mi ha sempre intrigato per la sua capacità compositiva; se ascolti per esempio "Birdland", ti rendi conto di che riff, di che capacità e di che cantabilità ci sono dietro, a prescindere dalla tecnica.

L'intervista completa ad Antonio "Rigo" Righetti la trovate qui: http://www.soundcontest.com/rubrica.php?id=633&categoria=


Si possono aggiungere particolari sempre più minuziosi al fine di celebrare degnamente un artista, un album o un brano, ma alla lunga può diventare noioso. Se la musica è buona va ascoltata, punto e basta. Buon ascolto e buona musica a tutti!

WEATHER REPORT - BIRDLAND


Nessun commento:

Posta un commento