giovedì 9 febbraio 2012

David Bowie: 35 anni fa usciva 'Low', primo disco della trilogia berlinese

BUONA MUSICA (ANNIVERSARI)

Undici perle da ascoltare e riascoltare anche oggi.

David Bowie-Low
1977
RCA Records


Il 1977 è l'anno di uscita dell'album, ma il lavoro è stato registrato nel 1976 e quindi è più che doveroso fare un passo indietro prima di parlare di questo autentico capolavoro.

Siamo dunque nel 1976 e David Robert Jones, in arte David Bowie, decide di trasferirsi da Los Angeles in Svizzera per un breve periodo e successivamente a Berlino. Il Duca Bianco non sopporta più gli eccessi degli Stati Uniti e cerca quindi una nuova dimora; la scelta cade proprio sulla città tedesca perché è un luogo pieno di contrasti e divisioni e rispecchia quindi la natura dell'ormai ex Ziggy Stardust. Low è il lavoro nel quale David Bowie riesce ad esprimersi sia in modo pop che in modo sperimentale (in riferimento a tutto ciò che sarà poi la new wave degli anni '80) e soprattutto è il disco in cui tende a raccontare con pezzi strumentali e/o con testi striminziti i suoi momenti di solitudine e di depressione senza tralasciare la sua latente voglia di reagire.

L'album è stato registrato allo Chateau d'Herouville in Francia ed è stato poi mixato agli Hansa Studios di Berlino. Dunque il concetto di trilogia berlinese si riferisce al fatto che Berlino è per Bowie il luogo ideale in cui rifugiarsi in quel preciso momento e non è quindi il luogo in cui materialmente è stata concepita la trilogia, dal momento che solo il successivo Heroes sarà registrato nella capitale tedesca e anche il terzo ed ultimo capitolo, Lodger, verrà concepito addirittura tra Montreaux e New York. Produttore di Low è stato Tony Visconti e non Brian Eno come pensano in molti; il celebre musicista infatti è stato un ospite che ha impreziosito il disco dopo che le sessioni di registrazione erano state già avviate e dunque ha curato solo parzialmente il suono e il nuovo modo di comporre di Bowie, ad eccezione di "Warszawa" che porta anche la sua firma. Negli altri due dischi della trilogia è stato certamente più influente. Grande merito va dunque attribuito a Tony Visconti, il quale aveva introdotto l'Harmonizer nelle registrazioni, conferendo alla batteria un suono completamente nuovo e sorprendente per quei tempi. Il disco inizialmente si doveva chiamare New Music: Night And Day per sottolineare sia il pop che la sperimentazione del disco, ma la scelta poi cadde su Low per il duplice significato di "depressione" e per quello che viene fuori associando la parola alla foto di copertina:"Low profile" e cioè "basso profilo" (che era quello che Bowie intendeva mostrare al pubblico dopo anni di eccessi anche mediatici).

"Speed Of Life" è il brano strumentale ed apre l'album ponendosi come un autentico manifesto futuristico pop, elettronico e new wave che prende spunto dal kraut di Kraftwerk, Cluster, Harmonia e Neu! (da Wikipedia: il krautrock (anche detto Kosmische Musik o corrieri cosmici) è un termine coniato dalla stampa e critica angloamericana in riferimento alla scena musicale costituita dai gruppi attivi in Germania negli anni settanta che hanno prodotto in varia misura forme musicali nuove a partire dal rock progressivo o dalla musica elettronica tedesca (ad esempio Karlheinz Stockhausen) dei decenni precedenti). "Breaking Glass" in meno di due minuti è insieme funk, futurismo, intensità e poesia, mentre la successiva "What in the World" si distingue per i synth e per le chitarre che trascinano in maniera determinante un ritmo alquanto sostenuto. "Sound and Vision" è un esperimento pop costituito da un riff di chitarra molto semplice ripetuto per quasi tutto il brano e da batterie artefatte che forse mai si erano ascoltate fino ad allora. "Always Crashing in the Same Car" è un pezzo in cui David Bowie dimostra di avere un suo stile vocale inconfondibile, pur sembrando nella situazione specifica inespressivo e avulso da qualsiasi contesto spazio-temporale. In "Be My Wife" si può udire un suono maturo e allo stesso nevrotico ed impulsivo, mentre nella susseguente "A New Career In A New Town" la marzialità della moderna elettronica viene disturbata piacevolmente da un'armonica più classica in una strana e geniale contrapposizione. L'ultima parte del cd, o, se preferite, il lato B di Low, è costituito da quattro pezzi strumentali e molto sperimentali che sono stati precursori di un vero e proprio modo di intendere la musica: dai suoni asettici e freddi di "Warszawa" nasce infatti ancora una volta una nuova voce bowiana con parole senza senso e con l'Harmonizer e lo stesso brano darà anche il nome di Warszaw ai primi Joy Division di Ian Curtis, grande fan di quest'album. "Art Decade" e "Weeping Wall" descrivono lo scenario  proposto dal Muro di Berlino e in quest'ultimo pezzo Bowie suona tutti gli strumenti compresi vibrafono e xilofono. La fine del lavoro è affidata a "Subterraneans", ulteriore modo per affermare che la musica non necessariamente sarebbe dovuta essere ancora la stessa.

Si possono aggiungere particolari sempre più minuziosi al fine di celebrare degnamente un artista, un album o un brano, ma alla lunga può diventare noioso. Se la musica è buona va ascoltata, punto e basta. Buon ascolto e buona musica a tutti!

DAVID BOWIE - BREAKING GLASS


DAVID BOWIE - SOUND AND VISION


DAVID BOWIE - ALWAYS CRASHING IN THE SAME CAR


DAVID BOWIE - WARSZAWA


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