BUONA MUSICA (ANNIVERSARI)
Diciassette perle da ascoltare e riascoltare anche oggi.
Red Hot Chili Peppers-Blood Sugar Sex Magik
1991
Warner Bros. Records
Il 24 settembre 1991 non è stato pubblicato solo 'Nevermind' dei Nirvana. Il 24 settembre 1991 infatti uscì anche Blood Sugar Sex Magik, quinto album in studio dei Red Hot Chili Peppers. Mentre sono qui a parlarne, lo sto riascoltando e mi sto rendendo conto ancora una volta di ciò che erano stati in grado di produrre Anthony Kiedis e soci in diciassette tracce dalla durata complessiva superiore ai settanta minuti, lunghezza folle per un cd prevedibile e noioso e quindi non per Blood Sugar Sex Magik.
L'album fu registrato in trenta giorni in una casa di Laurel Canyon, a Los Angeles, nella quale aveva vissuto anche il mago Houdini. I Peppers decisero di soggiornare lì, tutti insieme, ad eccezione di Chad Smith, che se ne andò terrorizzato, poiché era convinto che in quella casa ci fossero i fantasmi. Anche John Frusciante sostenne la stessa tesi, ma aggiunse che si trattava di fantasmi buoni e non pericolosi.
Già dal primo brano, "The power of equality", si capisce che Blood Sugar Sex Magik è un album aperto alla contaminazione (intesa nel vero senso della parola) e i cui testi sono incentrati soprattutto su riferimenti e insinuazioni sessuali. Senza nulla togliere a "If You Have To Ask", "Breaking The Girl" e "Funky Monks", brani che meritano grande rispetto come tutti gli altri, il momento che va da "Suck My Kiss" ad "Under The Bridge" racchiude una sequenza di pezzi unica: "Suck My Kiss" è potente ma controllata, "I Could Have Lied" è più intimista ma non distaccata, "Mellowship Slinky in B Major" è dinoccolata ma mai trascinata, "The Righteous & The Wicked" è sicura ma mai arrogante, "Give It Away" e "Under The Bridge" sono semplicemente e non banalmente due inni generazionali e in mezzo a questi due brani si colloca la non meno significativa title-track "Blood Sugar Sex Magik". Le linee di basso di Flea sono meno slappate rispetto a quelle degli album precedenti, gli assoli di chitarra di John Frusciante sono meno noiosamente heavy metal, un po' meno distorti e sono carichi di quel groove che permette a Chad Smith di suonare con giustezza ed intensità e ad Anthony Kiedis di cantare con una naturalezza che gli consente di abbracciare hardcore, punk, post-new wave, hip hop, hard rock, ballad di vario genere e forse molto altro ancora.
Dalla dirompenza di "Naked in the Rain" si passa alla serenità di "Apache Rose Peacock", per poi tornare a scatenarsi (anche qui nel vero senso della parola) al ritmo di "The Greeting Song", capolavoro assoluto. Le sorprese non sono ancora finite, perché "My Lovely Man", "Sir Psycho Sexy" e la divertente "They're Red Hot" sono parti integranti di un cd che a questo punto va fatto ripartire dalla prima traccia e va riascoltato dall'inizio alla fine...o almeno io adesso farò così.
Si possono aggiungere particolari sempre più minuziosi al fine di celebrare degnamente un artista, un album o un brano, ma alla lunga può diventare noioso. Se la musica è buona va ascoltata, punto e basta. Buon ascolto e buona musica a tutti!
RED HOT CHILI PEPPERS - GIVE IT AWAY
RED HOT CHILI PEPPERS - UNDER THE BRIDGE
RED HOT CHILI PEPPERS - THE GREETING SONG
RED HOT CHILI PEPPERS - GIVE IT AWAY
RED HOT CHILI PEPPERS - UNDER THE BRIDGE
RED HOT CHILI PEPPERS - THE GREETING SONG

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