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venerdì 20 maggio 2011

Dieci anni fa moriva Renato Carosone

BUONA MUSICA (ANNIVERSARI)

Un grande in tutti i sensi da ascoltare e riascoltare anche oggi.


Morì a Roma il 20 maggio 2001 Renato Carosone, pianista carismatico, cantante eclettico e compositore davvero unico nel suo genere.

L’artista napoletano era stato colpito da un ictus e già da un paio d’anni prima di lasciarci soffriva di crisi respiratorie. Era nato nei vicoli della città partenopea e già negli anni Trenta (quando era ancora minorenne) lavorava come pianista, anche se il suo debutto ufficiale avviene nel 1949 allo Shaker Club, sul lungomare di Via Caracciolo, con il Carosone Trio, che comprendeva il chitarrista Peter Van Wood ed il mitico batterista-comico Gegè Di Giacomo. Renato Carosone cominciò la sua scalata verso il successo nel 1956 con il brano “Tu vuò fà l’americano”, al quale poi seguiranno tanti altri pezzi indimenticabili come “O’ sarracino”, “Caravanpetrol”, “Pigliate ‘na pastiglia” e “Torero”. Renato Carosone inoltre fu anche il primo italiano ad esibirsi alla Carnegie Hall di New York nel 1957, mentre tre anni dopo, quando era all’apice del successo, decise di ritirarsi dalle scene fino al ritorno nel 1975.

E’ stato un grande Carosone. Non si può definire diversamente. Era brillante, ironico, poliedrico…come si fa a definirlo con un unico aggettivo in grado di descrivere tutta la sua grandezza? A me risulta impossibile. La musica leggera, il jazz, lo swing e qualche inserimento qua e là di altri generi musicali in ogni singolo pezzo facevano di lui un vero artista rivoluzionario insieme a pochi altri in Italia in quel periodo. Il suo gusto e la sua concezione alta di musica si intersecavano perfettamente con i suoi testi popolari estremamente semplici da comprendere e da cantare sin dal primo ascolto.

Si possono aggiungere particolari sempre più minuziosi al fine di celebrare degnamente un artista, un album o un brano, ma alla lunga può diventare noioso. Se la musica è buona, va ascoltata, punto e basta. Buon ascolto e buona musica a tutti!

Quindi, per la serie «facciamo parlare la musica che è meglio», metto qui sotto la già citata e sempre attuale “Tu vuò fà l’americano” e poi una chicca strumentale assoluta dal titolo “Pianofortissimo”, tratta dal 33 giri Carosello Carosone n. 2 del 1955.

Grande Renato!




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